Camminando per le strade di uno qualsiasi dei comuni della sicilia sud orientale, l’area dell’altopiano ibleo, meglio conosciuta come Val di Noto, si nota come la scultura sia un elemento caratteristico dell’architettura storica. Tutte le costruzioni, anche quelle “minime”, sono arricchite da elementi decorativi in pietra scolpita e qualsiasi elemento architettonico, che sia una chiave di volta o una mensola di balcone, è stato, nei tempi , l’occasione per un “mastro” intagliatore di manipolare la pietra locale e creare un elemento artistico. Passeggiare per il centro storico diventa così una esperienza artistica, una sorta di visita a un museo di scultura a cielo aperto. Purtroppo l’avvento dell’architettura “moderna” e l’abbandono delle tradizionali tecniche costruttive a favore del cemento armato come unica modalità edificatoria ha posto, negli ultimi 40 anni, una pietra tombale all’evoluzione di questo bisogno d’arte diffusa. O forse no. Forse ci si può fermare un attimo a dare uno sguardo indietro e uno avanti e quindi progredire senza abbandonare l’enorme patrimonio di conoscenze di cui siamo eredi e riscoprire l’anima dei nostri luoghi, il “genius loci” , fatto soprattutto della nostra pietra locale , quel calcare tenero che ha dato un’anima alle nostre città. Il “Collettivo Artisti Iblei”, da tre anni a questa parte , cerca di dare nuova linfa a questa “anima locale” organizzando un appuntamento annuale con il simposio di scultura e intaglio su pietra, incontro tra scultori e scalpellini professionisti e dilettanti che si tiene nel cuore di Avola, nella centralissima piazza Umberto I ° . L’incontro tra professionisti e dilettanti, il carattere aperto della manifestazione, in piazza e in mezzo alla gente, sono un chiaro segnale delle nostre intenzioni divulgative e coinvolgenti, della nostra volontà di far sapere a tutti che l’arte della pietra è ancora viva e vegeta. Quest’anno abbiamo ampliato la nostra attività con altri due appuntamenti, una mostra di scultura e un corso introduttivo all’arte dello scalpellino, infatti è diventata “la settimana della scultura” e speriamo che di queste settimane c’è ne siano sempre di più.